ESCLUSIVO NOA MAG, Marco Baldini si racconta: “Fiorello? Avrei incolpato tutti”
Il noto speaker radiofonico, Marco Baldini, si racconta in esclusiva a Noa Mag. Successo, ludopatia e un evento che gli ha cambiato la vita.
Marco Baldini sa come ripartire dopo i momenti difficili che la vita ti porta ad affrontare. Nato a Firenze, ha mosso i primi passi nel mondo radiofonico come speaker in alcune emittenti toscane, per poi passare a realtà di livello nazionale come Radio Deejay. L’apice del successo è arrivato però con Viva Radio 2, programma condotto dal 2001 al 2008 con Rosario Fiorello. In esclusiva ai microfoni di Noa Mag ha raccontato un passato turbolente e un presente di rinascita.
Molti credono che una parte dell’ascesa di Fiorello sia nata anche grazie al vostro sodalizio a Viva Radio 2. Guardando indietro, ha mai avuto la sensazione che qualcuno le abbia “soffiato” ilposto?
“Nessuno ha soffiato il posto a nessuno. Ho fatto tutto da solo.
C’è chi è andato e chi è venuto: è la legge causa-effetto. Credo di aver contribuito al successo di Fiorello
come tante altre persone che Rosario ha incontrato nel suo percorso: Cecchetto, Amadeus, Bibi Ballandi
e molti altri”.
Ha raccontato che la rottura definitiva con Fiorello arrivò dopo una telefonata intercettata.
Crede che, più di quelle parole, abbiano pesato segreti mai emersi pubblicamente?
“Nessun segreto. Le cose sono andate esattamente così.
In quel periodo scellerato avrei parlato male persino di mio padre. Ero ancora nella fase in cui incolpavo
tutti tranne me stesso.
Un periodo di follia totale. Spero che Rosario l’abbia capito”.

Una volta disse “Ho 29 euro sul conto in banca”. Dopo anni di stipendi altissimi, quando ha capito che il crollo non era solo un momento passeggero ma un punto di non ritorno?
“Quando raccontai la storia dei 29 euro ero ancora benestante. Adesso ne ho meno…
Scherzi a parte, non credo esista un momento preciso in cui chi cade in certe dinamiche si renda conto
che sta andando alla deriva. Se succedesse, probabilmente si fermerebbe prima.
Non credo nemmeno ai punti di non ritorno: i soldi vanno e vengono. In questi anni sono quasi sempre
‘andati’, è vero, ma penso ancora che torneranno”.
Per molto tempo ha indicato il gioco d’azzardo come causa principale della sua caduta. Poi ha
detto che era una copertura per qualcosa di più grande. Oggi, cosa può dire davvero senza più
protezioni?
“La verità è la somma delle due versioni. Tra ludopatia e altro che ho coperto.
Per proteggermi da guai che all’epoca ritenevo molto pericolosi, architettai la storia del gioco d’azzardo e
della ludopatia. Mi sono calato talmente tanto nella parte che ci sono caduto dentro davvero.
Per quanto sembri incredibile, è stato un eccesso di metodo Stanislavskij”.
Quando le luci si sono spente e il telefono non squillava più, chi è rimasto davvero accanto a
lei?
“Qualcuno c’è stato.
Più che altro persone comuni: quelle che incontri al bar o per strada. E anche qualche , pochi , VIP.
In quel momento non era facile starmi vicino”.
ESCLUSIVA NOA MAG, Marco Baldini guarda indietro e avverte: “Succederà un casino enorme”

Lei ha vissuto il successo vero, quello che cambia la vita. Cosa fa più male oggi: aver perso i
soldi o aver perso la direzione?
“La mia vita è cambiata davvero quando è nato mio figlio.
Probabilmente la direzione giusta me l’ha data proprio l’aver perso soldi e notorietà”.
Oggi ha una nuova famiglia e un figlio. Quanto pesa questa responsabilità rispetto alla paura di
ricadere negli errori del passato?
“Si ha paura dell’ignoto, di ciò che non si conosce.
Io quel pericolo lo conosco bene. Proprio per questo sono in grado di evitarlo o affrontarlo”.
Guardandosi allo specchio oggi, si sente più un uomo che ha pagato per i propri sbagli o uno
che ha pagato anche per colpe non solo sue?
“Solo un uomo che ha fatto il percorso che doveva fare per crescere.
Non esistono colpe degli altri, così come non esistono meriti. Ognuno si costruisce il proprio destino”.
Se potesse parlare al Marco Baldini nel momento in cui stava vincendo tutto, quale
avvertimento gli darebbe senza mezzi termini?
“Ascoltami bene:
quando ti succederà un casino enorme, inventati qualsiasi cosa… ma non la storia del gioco d’azzardo.
Perché poi va a finire peggio”.
Se dovesse scrivere oggi il titolo vero della sua vita, senza pietà ma senza autoassoluzioni, quale sarebbe?
“Non aprite quella porta.”.
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