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K-Pop giù la maschera: il lato ‘oscuro’ del fenomeno coreano

Un 'Idol' K-Pop creato con AI
Un 'Idol' K-Pop creato con AI

K-Pop giù la maschera: il lato ‘oscuro’ del fenomeno coreano

Il genere K-Pop continua la propria ascesa nell’industria della musica, ma non è tutto oro quello che luccica: la vita degli ‘Idol’ è tutt’altro che semplice

Chi non ha mai sognato di essere una celebrità? Successo, soldi e fama fanno gola a tutti, ma è ciò che c’è dietro che spesso non viene considerato quando si sogna. Ma facciamo un passo alla volta e partiamo parlando del K-Pop. Il genere musicale coreano nasce negli anni ’90 come successore della musica tradizionale coreana. A prendere le redini di questo mercato è l’agenzia S.M. sotto la quale nasce il primo gruppo ‘Idol‘ ovvero le ‘H.O.T‘.

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Nulla è lasciato al caso in queste società che controllano le carriere, ma soprattutto le vite di questi giovani artisti. Infatti la vita degli ‘Idol’ sembra essere tutt’altro che rosa e fiori. Le agenzie infatti iniziano con il reclutare i cosiddetti ‘Trainee‘, ovvero aspiranti artisti tra i 10 e i 13 anni che sognano di diventare delle star. Per farlo però, il percorso non è per niente semplice. Anzi, potrebbe alle volte trasformarsi quasi in un incubo.

K-Pop, ritmi massacranti e vita privata inesistente: tutti ‘sacrifici’ degli ‘Idol’

Iniziare una carriera artistica nella prima adolescenza può sembrare un sogno, ma gli ‘Idol’ del K-Pop dimostrano che spesso è tutto il contrario. Le loro vite private vengono completamente annullate dalle agenzie che gestiscono le loro carriere. Un gruppo una volta formato inizia a vivere in simbiosi, in un dormitorio che diventa la loro casa, lontani dai loro affetti. Attenzione, tutto ciò non gli impedisce di completare la formazione scolastica.

Infatti gli artisti devono riuscire a combinare lo studio a ritmi massacranti che prevedono circa 16 ore al giorno di danza, canto, recitazione studi di lingue straniere. Ma non finisce qui. Infatti devono anche sottostare a rigidi canoni estetici, come: viso a forma di V, pelle diafana, doppia palpebra, peso corporeo in continuo controllo. Infine in risposta a tutto ciò si ricorre agli interventi chirurgici, diete estreme e pesate quotidiane. La vita privata degli artisti inoltre è pari a zero. Non possono avere relazioni sentimentali, devono solamente pensare all’amore dei fan. Prendiamo il caso di Karina, membro delle ‘Aespa‘, che dopo aver reso pubblica la propria relazione dei fan le hanno mandato un camion sotto la sua agenzia con la scritta “L’amore dei fan non ti basta?”.

Una vita di sacrifici come questa è difficile da sostenere, soprattutto a livello mentale. Questo può portare gli ‘Idol’ ad avere disturbi d’ansia, depressione e in casi estremi anche al suicidio. Un chiaro esempio è quello di Jonghyun, membro degli ‘SHINee, che si è tolto la vita dopo aver espresso il desiderio di essere capito nel suo brano ‘Lonely’.